Le nuove ISO 9001 e ISO 14001: L’impatto del “Climate Action” e cosa cambia davvero per le aziende
Il mondo delle certificazioni aziendali non è statico. Sebbene molti ricordino la grande transizione del 2015 come l’ultimo grande terremoto normativo, il 2024 ha segnato un punto di svolta silenzioso ma decisivo. Con la pubblicazione dell’Emendamento 1:2024 (Climate Action), l’ISO (International Organization for Standardization) ha introdotto l’obbligo di valutare il cambiamento climatico all’interno dei sistemi di gestione, incluse le onnipresenti ISO 9001 (Qualità) e ISO 14001 (Ambiente).
In questo articolo, analizziamo cosa è cambiato concretamente, come impatta sulla tua azienda e gettiamo uno sguardo alla futura revisione completa prevista per il 2026.

1. Febbraio 2024: La svolta del “Climate Action”
A seguito della London Declaration, l’ISO ha deciso di aggiornare oltre 30 standard di sistemi di gestione, inclusi ISO 9001 e ISO 14001. Non si tratta di una nuova edizione completa (non siamo ancora alla ISO 9001:2024 intesa come revisione totale), ma di un emendamento vincolante entrato in vigore immediatamente.
Le modifiche ai Capitoli 4.1 e 4.2
Le variazioni riguardano il contesto dell’organizzazione e le parti interessate:
- Clausola 4.1 (Comprendere l’organizzazione e il suo contesto): Ora è richiesto esplicitamente di determinare se il cambiamento climatico è una questione rilevante per il sistema di gestione.
- Clausola 4.2 (Comprendere le esigenze delle parti interessate): Le parti interessate (clienti, fornitori, enti) possono avere requisiti specifici legati al cambiamento climatico che devono essere considerati.
2. ISO 9001 vs ISO 14001: Interpretazioni diverse
Mentre per la ISO 14001 il collegamento con il clima è intuitivo, per la ISO 9001 (Qualità) molti manager si chiedono: “Cosa c’entra il clima con la qualità dei miei bulloni o dei miei servizi software?”.
Impatto sulla ISO 14001 (Ambiente)
Per le aziende certificate 14001, l’impatto è diretto. Il cambiamento climatico è un fattore ambientale critico. Le aziende devono valutare non solo come impattano sul clima (emissioni), ma come il clima impatta su di loro (resilienza operativa).
Impatto sulla ISO 9001 (Qualità)
Qui il focus è sulla continuità del business e sulla conformità del prodotto. Ecco alcuni scenari da considerare:
- Eventi meteo estremi possono interrompere la catena di approvvigionamento?
- La scarsità di risorse idriche o energetiche può fermare la produzione?
- I clienti richiedono prodotti “carbon neutral” come requisito di qualità?
Se la risposta è sì, il cambiamento climatico diventa un rischio per la Qualità e va gestito.

3. Cosa devono fare le aziende oggi?
Non è necessario riscrivere l’intero Manuale della Qualità, ma ignorare l’emendamento porterà a delle “Non Conformità” durante i prossimi audit di sorveglianza o rinnovo. Ecco una checklist pratica:
- Riesame del Contesto: Aggiornare l’analisi SWOT o PESTEL includendo esplicitamente il fattore climatico.
- Verifica delle Parti Interessate: Chiedersi se banche, assicurazioni o clienti chiave hanno nuove pretese legate alla sostenibilità.
- Giustificazione: Se l’azienda ritiene che il cambiamento climatico NON sia rilevante (es. una piccola società di consulenza in remoto), deve giustificarlo per iscritto. Non basta ignorarlo, bisogna dichiarare la “non rilevanza”.
4. Il Futuro: Verso la ISO 9001:2026
Oltre all’emendamento attuale, l’ISO sta lavorando alla revisione completa della norma 9001, prevista indicativamente per il 2025/2026. Secondo le prime bozze e i lavori del comitato TC 176, la futura norma si concentrerà maggiormente su:
- Agilità e Change Management: Capacità di adattarsi rapidamente a scenari globali instabili.
- Integrazione tecnologica: Gestione della qualità nell’era dell’AI e della digitalizzazione.
- Etica e Sostenibilità: L’approccio ESG (Environmental, Social, Governance) diventerà strutturale, non più accessorio.

Conclusione
Le nuove ISO 9001 e 14001, con l’emendamento 2024, non chiedono alle aziende di diventare attivisti ambientali, ma di essere manager consapevoli. Il rischio climatico è un rischio di business. Integrare questa consapevolezza oggi non serve solo a passare l’audit, ma a rendere l’azienda più resiliente per il mercato di domani.